MACULOPATIA E OCCHIO PIGRO, I RISULTATI DEL LAVORO OLISTICO ED INTEGRATO – STORIA VERA DI E.L. 57 ANNI

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Caro lettore, ho dedicato la prima settimana di primavera, la stagione della vista e del fegato, alla stesura di questo articolo e spero sarà condiviso il più possibile per la sua importanza.

Il mio scopo è quello di diffondere le informazioni salvavista e far sapere ad un numero sempre maggiore di persone che è possibile migliorare la vista anche da adulti e non solo piccoli difetti quale pseudo-miopia, ma anche miopie elevate, occhio pigro, maculopatia, pressione oculare, secchezza, fotosensibilità, presbiopia (anche con cristallino artificiale).

Non si tratta di miracoli ma di persone che si sono impegnate e messe in gioco. Non parlo di regressione totale di ogni difetto ma anche solo un piccolo o un grosso miglioramento di queste situazioni è attualmente considerato impossibile dai più e sarebbe un sollievo immenso per chi ne soffre.

La storia di oggi è frutto di un lavoro durato quasi un anno e mezzo, costellato di soddisfazioni, ma anche di stalli, frustrazioni, paure e avvilimenti, fino ad arrivare finalmente a scorgere la luce in fondo al tunnel.

E.L. mi ha contattata a fine 2017 chiedendomi un parere e un aiuto per la sua situazione: maculopatia su occhio destro dominante e occhio sinistro sano ma pigro da sempre.

E.L. mi scrive:

Sono nata molto miope, a 4 anni si accorsero del mio problema agli occhi e cominciai ad indossare gli occhiali.

Dopo aver provato tutti i tipi di lenti che si ingrossavano sempre di più in base alle prescrizioni, e dopo aver provato tutti i tipi di LAC, a 36 anni decisi di operarmi: Cheratotomia radiale (tagli alla cornea) per correggermi 7 diottrie, poi operazione laser PRK, per correggere il resto. Prima dell’operazione ero -9 OD -11 OS. Con queste 2, in realtà 3 operazioni, buttai via gli occhiali.

Fino a 49 anni tutto ok, riesco a guidare la sera anche se la retina rimane quella di un occhio miope e quindi si avverte il calo di 2 diottrie la notte (e perché la pupilla dilatandosi usciva dalla zona operata).

Ma con l’andar del tempo i problemi di rifrazione, a causa delle incisioni aumentano tanto da costringermi a non guidare più la notte e crearmi un taglio importante con la mia parte sociale.

E.L. ha affrontato quindi una tripla operazione molto invasiva ma che nel 1998 era l’unico modo per lei di liberarsi di occhiali e lenti ed aumentare il suo visus che nelle condizioni precedenti non la soddisfaceva (quando hai miopia elevata con anche occhio pigro e non fai rieducazione visiva, il visus è spesso molto scadente con gli occhiali, un po’ meglio con le lac ma comunque non ottimale).

Dopo 13 anni dall’operazione tornano i difetti visivi sia da vicino che da lontano, e oltre all’occhio pigro subentra la presbiopia e l’ipermetropia (è probabile che E.L. sia stata sovracorretta con l’operazione). Inoltre il suo visus oscilla ampiamente dal mattino (scarso), al pomeriggio (buono), alla sera (scarso).

Le prescrivono occhiali per leggere che lei però fatica ad utilizzare e mette solo in occasioni di necessità.

Nell’estate 2017 a tutti questi problemi si aggiunge la maculopatia all’occhio migliore, il destro.

E.L. si trova sempre più in difficoltà e segue il protocollo medico costituito da iniezioni nell’occhio con terapia Lucentis. Ne esegue 3: luglio, settembre e novembre 2017, con esiti sempre completamente nulli.

Normalmente si dovrebbe avere un beneficio dopo la prima iniezione ma per E.L. non è accaduto. I medici non sapevano cos’altro consigliarle e le proposero una quarta puntura. E.L. stavolta si rifiuta, conoscendo anche tutti i possibili effetti collaterali e che in gener enon se ne fanno più di 3. Con tutti gli esami OCT successivi, gli oculisti le confermarono che sembrava non avesse fatto alcuna terapia, non si vedevano risultati di alcun genere, confermandole che con lei quella terapia era inefficace ed era inutile insistere.

E.L. così decide di provare qualcosa di alternativo.

Si informa sulle possibili cause e scopre che il cibo, specialmente i carboidrati raffinati, e il glutine possono influenzare la salute, compresa quella degli occhi. E.L. seguiva già una alimentazione piuttosto sana, ma a suo parere troppo ricca di cereali e glutine. Li ha così diminuiti, ha poi eliminato del tutto la carne rossa (che già mangiava raramente), gli insaccati, la carne bianca e i cibi raffinati. Ha iniziato a farsi estratti e centrifughe di verdure verdi, mangiare molte verdure colorate, riso nero, pesce e uova come unica fonte di cibi animali, pochi legumi, niente latte e latticini, tanta verdura, frutta moderata e possibilmente di stagione.

Quando ci siamo viste per la prima volta a fine dicembre 2017 aveva già apportato questi cambiamenti nella sua dieta e conoscendo la mia formazione da naturopata mi aveva raccontato i dettagli alimentari ed era aperta anche ad ulteriori consigli (E.L. non ha mai avuto problemi di peso, è una insegne di ginnastica, di pilates, praticante di yoga e massaggiatrice, si sposta sempre in bici e con i mezzi, ma a suo dire, l’eccesso di cereali sono stati una delle cause della sua maculopatia, nonostante tutto il suo movimento).

Ora le consiglierei per quando ne avrà la possibilità, di provare anche con il libro e il programma integrato consigliato da Gianfranco Longo “Rieducazione metabolica” per scoprire eventuali carenze di vitamina D e alterazioni del microbiota intestinale, valutarne l’integrazione, oltre ad altri valori. La vitamina D e lo stato del nostro intestino, sono fondamentali per la salute generale, compresa quella degli occhi.

Ad ogni modo, non volevo minimamente illudere E.L. e le dissi che avremmo potuto provare ma che non avevo certezze, non sapevo se avremmo potuto raggiungere dei risultati soddisfacenti. Credo che nessuno possa dare certezze matematiche, nemmeno le operazioni chirurgiche o protocolli convenzionali. Il nostro organismo è un complesso di elementi in relazione fra loro e solo una intelligenza superiore può vedere, sapere e capire perché tutto questo si scateni e come risolverlo. Noi possiamo solo provare ad osservare, studiare, ascoltare, mettere insieme tutti i pezzi trovando le possibili cause e provare più strade finché non troviamo quella giusta per noi e spesso i risultati maggiori si hanno con un approccio integrato.

Non sto denigrando il lavoro dei medici che salvano vite e aiutano ad avere una vita migliore, ma è ora che la medicina si apra all’integrazione, almeno dove lei sembra fallire o avere risultati scarsi o con effetti collaterali che superano i benefici.

La medicina abbinata ad altri metodi dà risultati che possono apparire miracolosi, ma il miracolo sta nella voglia di guarire del paziente e nel suo impegno nel provare e perseverare

Così come accadde ad S. che dalla maculopatia recuperò il 100% della sua vista dopo le terapie convenzionali abbinate agli esercizi e a cui dissero: “lei è miracolata signora. Non credo siano stati gli esercizi, ma se lei ci crede continui a farli”, invece di interessarsi e provare ad integrare questi esercizi anche ad altri pazienti meno fortunati di lei. O ad altri a cui dicono “nella mia lunga carriera non ho mai visto qualcuno migliorare la vista, lei è il primo… sarà un caso”. Queste persone miracolate però iniziano ad essere sempre di più, e sono tutte persone che si sono messe di grande impegno, pazienza e perseveranza, nonostante le tante difficoltà e senza trovare appoggi sicuri.

Nel frattempo, durante il 2018, tre persone prima di E.L. mi hanno confermato che era possibile migliorare la maculopatia e recuperare il visus con un approccio olistico e integrato, ma loro hanno avuto la “fortuna” di aver avuto benefici anche dalle iniezioni, a cui vi hanno abbinato la rieducazione visiva e altre pratiche. Tutte e tre queste persone conoscevano già la rieducazione ed anno abbinato subito gli esercizi alle terapie. E.L. invece ha iniziato gli esercizi solo qualche mese dopo le iniezioni.

A gennaio 2018 E.L. inizia alcune pratiche compatibili col suo problema (pratiche che abbiamo concordato insieme sulla base delle informazioni di chi ci era passato prima di lei), e dopo circa 2 mesi mi contatta e mi fa sapere che l’occhio pigro è miracolosamente migliorato da 2-3/10 a 7/10! E in altre misurazioni successive ha sfiorato perfino gli 8/10, un visus che non ha mai avuto in vita su quell’occhio.

Prescrizioni del prima e del dopo (tieni presente che il visus di E.L. è molto particolare, variabile e le prescrizioni sono state fatte da 2 oculisti diversi (la 2 e la 3 sono dello stesso oculista):

prima: IMG-20190318-WA0030-b dopo: IMG-20190318-WA0031-b

occhiale finale per leggere: IMG-20190318-WA0029-b

le sconsigliano infine occhiali per lontano in quanto l’occhio pigro si è risvegliato ed è bene farlo lavorare senza occhiale (parole dei suoi oculisti).

La macula è rimasta invariata e stabile fino a ottobre 2018 con visus 1-2/10.

Per E.L. non erano belle notizie, io invece ritengo che anche la stabilizzazione di una malattia così grave sia una buonissima cosa e di cui essere contenti.

Poi a gennaio 2019 il visus dell’occhio destro con maculopatia arriva in modo inaspettato a 3/10!

Nel frattempo ha lavorato anche sul fronte emozionale e psicologico e provato terapie energetiche come l’agopuntura, oltre agli integratori, tanti cibi crudi, la rieducazione e lo yoga.

Consulta anche un oculista famoso e rinomato, ma l’unico consiglio che è in grado di darle, vista l’inefficienza delle terapie convenzioni, sono degli integratori estremamente costosi che E.L. non può permettersi e quindi continua con estratti, centrifughe, la rieducazione visiva anche se non è tropo costante, le terapie di agopuntura e le pratiche yoga.

Poi E.L. scopre che nella Medicina Tradizionale Cinese, l’occhio è strettamente legato al fegato, il quale è connesso all’emozione della rabbia (ti consiglio di scoprire la chimica delle emozioni nel bellissimo libro della psichiatra Francesca Erica Poli “Anatomia della guarigione“); perciò E.L.  decide di iniziare un corso di canto, perché si rende conto che emozionalmente deve “buttare fuori” tutto ciò che le sta dentro e la distrugge. Il concetto è buttare fuori e non trattenere. Il canto perciò entra a fa parte della sua terapia.

Ed ecco che finalmente a Marzo l’OCT dimostra un evidente miglioramento della sua macula!

E.L. si è risollevata moltissimo. Non nota ancora miglioramenti del campo visivo, ma è molto positiva e attendiamo la misurazione del suo visus di maggio.

Osserva le immagini dei suoi esami e gioisci insieme a noi!

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La macula non è ancora perfetta, ma come sono stata contenta della stabilizzazione, ovvero assenza di peggioramenti, sono stata molto contenta di vedere anche il primo miglioramento, ed anche E.L.

Ora sai anche tu che ogni cosa che crediamo impossibile o molto difficile, è spesso questione di tentativi, motivazione e perseveranza. Io non dovrei poter vedere oltre 9 cm di distanza, invece arrivo a leggere anche 2/10 ad occhio nudo, con variazioni anche fino a 4-6/10 al sole.

E.L. è la quarta persona che incontro sul mio cammino che praticando rieducazione visiva e metodi integrati è riuscita a migliorare la sua maculopatia con miglioramenti evidenti.

Le altre tre: T. S. ed M. . T. Da 1 a 10/10, S. ed M. non conosco i decimi di partenza ma entrambe hanno recuperato il visus antecedente alla maculopatia o anche migliore (come nel caso di M. di cui scriverò la storia quando lei mi darà il via) grazie all’approccio integrato.

E.L. mi ha raccontato che il medico che la tratta con l’agopuntura ha risultati grandiosi sui suoi pazienti affetti da maculopatia.  E’ quindi una pratica da tenere fortemente in considerazione, abbinata al resto.

Le pratiche di rieducazione visiva che E.L. preferisce fare (oltre allo yoga e le altre già citate) e da cui trae maggiore beneficio sono:

palming

sunning+palming (con entrambi gli occhi solo fino alla primavera ma d’estate tiene coperto l’occhio con la maculopatia durante il sunning)

oscillazioni ampie

uso dei bio-occhiali (gli unici che le permettono di vedere al suo massimo, cosa che non riesce a fare nessun altro occhiale)

infine pratica e consiglia gli esercizi di Nakagawa e Schneider in particolare

e le piace variare spesso la sua routine di esercizi.

Gli esercizi alla tabella non li fa spesso perché teme di avvilirsi, ma io la esorto a farli in quanto tutti coloro che li fanno hanno i risultati maggiori grazie all’allenamento dell’acuità visiva.

Specifico che non mi voglio prendere il merito dei miglioramenti di E.L., il merito è tutto suo e delle integrazioni che ha fatto. Il mio è stato un minimo contributo a tutto ciò che lei ha scelto di fare e sperimentare, anche perché oltre a me ha consultato anche altri educatori visivi, operatori olistici, medici ortodossi e medici che praticano medicina integrata. Scrivo tutto questo per diffondere le notizie salvavista.

Ora sta a te diffondere la speranza, condividi la storia di E.L. ed aiuta anche altri a venire a conoscenza di nuove possibilità di miglioramento della vista e della salute dei suoi occhi.

E’ doveroso da parte mia ricordarti che ogni persona è diversa e risponde in modo diverso sia alle cure mediche sia agli esercizi e alle pratiche di rieducazione visiva, ma la rieducazione visiva è così vasta che si riescono sempre a trovare gli esercizi migliori per sé. La mia tattica è: eliminare gli esercizi potenzialmente pericolosi per un certo difetto (ogni difetto ha le sue restrizioni dettate dall’oculista o dai libri che ne parlano) e far provare tutte le restanti pratiche e gli esercizi che sono comunque moltissimi, e alla fine la persona sceglie da sé e scopre quali preferisce e gli procurano il maggiore benessere. Questo ovviamente richiede tempo, fortissima voglia di guarire e pazienza. Poi mano a mano ci si aggiorna per ulteriori novità o progressi.

Iscriviti alla mia newsletter per le prossime storie e novità relative al miglioramento visivo. O scrivimi se hai una storia da condividere che possa essere d’aiuto e di stimolo anche ad altri.

Buona ricerca e buona pratica.

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Arianna Piva

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